ARTE - ROSSANO

Abbazia del Patire:

Chiesa e Monastero del  XI-XII secolo, situata nelle montagne di Rossano immersa nel bosco. Sono presenti mosaici arabizzanti, un abside in stile arabo-normanno e portali laterali antichissimi.Adiacente all'antica Chiesa ed alle rovine del monastero in mezzo ai pini c'è un parco attrezzato per i picnic ed in alcune zone non coperte dagli alberi si vede la vallata con il mare che bagna Rossano scalo;

Cattedrale dell'Achiropita:

Duomo di Rossano, edificato durante il periodo bizantino accoglie l'icona della veneratissima Madonna dipinta non "da mano" risalente al periodo tra il 580 e la prima metà del sec.VIII;

Chiesa della Panaghia:

Chiesa oratorio, caratterizzata da una ricca decorazione dell' abside realizzata da una alternanza di pietre e mattoni. All'interno sono presenti gli affreschi di S. Giovanni Crisostomo e S. Basilio di Cesarea;

Chiesa di S. Marco:

Chiesa del IX-X secolo, gemello solo nella forma alla cattolica di Stilo. Caratterizzata dalle cinque cupole a tamburo e dall' abside. Ricca di marmi antichi e vanta all'interno l'affresco della Madonna del Bambino;

Chiesa di S. Bernardino:

Del XV secolo, all'interno contiene una antica pietra con figurazioni bizantine, bellissimi lavori in legno intagliato del '600, tombe rinascimentali ed un grande Crocifisso del XV secolo;
Codice Purpureo:

Codex Purpureus antico codice bizantino raffigurante il Vangelo realizzato in pagine decorate in oro e argento, esso è unico al mondo per manifattura e importanza storica.

Codex di origine mediorientale, composto in Siria o Palestina, è un prezioso cimelio che arrivò tra i secoli IX-X a Rossano per mano di qualche aristocratico proveniente da Costantinopoli, oppure secondo l'ipotesi più diffusa fu portato da qualche monaco transfugo dall'Oriente. Il Codex rimase per secoli nascosto tra i tesori della Cattedrale e trovò la luce all'inizio dell'Ottocento per iniziativa del Can. Scipione Camporata. Durante tale periodo, prima il giornalista Malpica e poi gli studiosi tedeschi Von Gebardt e Harnack divulgarono e portarono alla conoscenza della cultura internazionale il ritrovamento e la preziosità dell'antico Codex e furono proprio questi a pubblicarne il testo greco integrale e ad indicare il manoscritto come Codex Purpureus Rossanensis.

Il cimelio è realizzato in pergamena color porpora, da cui l'aggettivo di 'purpureo', è composto da 188ff. contenenti testo greco dei Vangeli di Matteo e Marco e la sua importanza è data oltre che dall'antichità anche dal materiale scrittorio con cui è realizzato cioè oro e argento e dalle 14 tavole miniate con scene e personaggi del Vangelo che danno al testo un fascino unico e straordinario.

Il Codex Purpureus è custodito nel Museo Diocesano di Arte Sacra di Rossano paese;

Museo Rossano:

Il Museo Diocesano di Arte Sacra insieme al Duomo ed al dipinto dell'Achiropita sono il cuore del tesoro artistico e religioso che è richiamo per i turisti e non solo nella città di Rossano. Adiacente alla Cattedrale, il Museo Diocesano - primo in Calabria - è stato istituito nel 1952 dall'arcivescovo Giovanni Rizzo come segno e memoria di un glorioso passato che vide Rossano emergere soprattutto in età Bizantina. Le sale del museo vennero ottenute utilizzando alcuni antichi locali della Sagrestia della Cattedrale in cui vennero raccolte testimonianze artistiche, suppellettile sacra e liturgica ed altro materiale documentario di varia epoca a ornamento e coronamento del prezioso Codex Purpureus. Nel corso di 45 anni di vita il Museo ha avuto ritocchi strutturali tra i quali il più significativo ad opera dell'arcivescovo Antonio Cantisani che nel 1976/77 provvide al riordino delle sale. Nel 1985-86 in virtù dell'accresciuto interesse verso Rossano anche provocato dalla pubblicazione in fac-simile del Codex, l'arcivescovo Serafino Sprovieri diede inizio alla ristrutturazione di un'ala del Palazzo Arcivescovile da destinare come nuova sede del Museo.

Oltre al Codex Purpureus, nel Museo, sono conservati oggetti di notevole importanza artistica come: uno Specchio greco del V sec.a.C. in bronzo ritrovato a Rossano nei primi del Novecento; le tavole a fondo in oro della Nuova Odigitria con Crocifissione del XV sec. proveniente dal monastero del Patire e quello della Pietà del XV sec. di scuola veneta; la Sfera greca ostensorio cesellato in perfetto gotico della fine del sec. XV; numerosa e variegata suppellettile liturgica in argento (turiboli, calici, pissidi, bacoli arcivescovili ecc.); l'anello sigillo erroneamente detto di S. Nilo del sec. XIII; Reliquiari in argento; statuetta in argento dell'Achiropita del sec. XVII; i Capitoli manoscritti dei privilegi della Regina Bona Sforza alla città di Rossano sec. XVI; varie Pergamene, tra cui la lettera di Carlo II d'Angiò all'arcivescovo di Rossano (1298); Antifonari e lezionari vari a partire dal sec. XVI, di cui alcuni miniati; un mastodontico Armadio ligneo da sagrestia del sec. XVII; un Altero ligneo del sec. XVII con colonne intarsiate; tele varie datate dal sec. XVI a salire (S. Gerolamo, Ascensione, ritratto di Urbano VII, S. Brunone); anforette ed altri reperti archeologici; stemmi arcivescovili in marmo del sec. XIX; il simulacro argenteo dell'Achiropita del 1768; statue di legno dei secoli XVII-XIX (Assunta, S. Nilo, S. Francesco di Paola); un Ciborio in ebano. Restano ancora custodite e da esporre molti Parati liturgici di varie epoche, colore ed uso; tele e tavole pittoriche; suppellettile sacra in genere, ma in questo ampio panorama di testimonianze artistiche il vero gioiello e miracolo di arte miniaturistica è il Codex Purpureus, Evangelario greco del sec. VI , conosciuto come il Rossanensis.

 
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